martedì 15 gennaio 2013

Criogenetica 2 - Sbisi&Ste 0


Chi ha letto tutti i post di questo blog, anche i primissimi, forse ricorderà che scrissi di voler trattare non solamente le grandi ed epiche vittorie nei mie raid in falesia/sui massi, ma di voler anche riportare le tragiche batoste prese. Ecco questo post tratta proprio di una di queste. 
Questo week-end appena trascorso ci ha concesso soltanto il sabato di bel tempo. Visti i numerosi cantieri aperti nel nostro secret spot croato (detto anche la falesia del Polo), decidiamo di partire convinti per giocarci tutti i nostri jolly in una sola giornata. La crew è composta dal sottoscritto, Sbisi, Andrea ed Enrico Polo, il Chen (e chi non sa chi sia il Chen è meglio che torni a perder tempo su feisbuk) e Alberto Contessotti. Arrivati al parcheggio capiamo subito che bisognerà combattere contro il freddo. Così sfodero subito il primo dei mie jolly: le sottobraghe antistupro. Per chi mi ricorda ancora in val Daone in felpa sotto la neve faccio presente che i tempi sono cambiati e forse dopo due operazioni potenti assieme ai ferri nella gamba forse mi hanno montato pure qualche neurone (sempre nella gamba….). Ma non divaghiamo! Se il local Andrea ha in mente di provare a fare dei buoni giri sul 9a liberato dal Becan, io e Sbisi abbiamo un conto in sospeso con una certa "Criogenetica", un 8b che definire libidinoso è riduttivo. Se mai mi fossi fatto una pera potrei dirvi che è molto meglio scalare su questa via. In soldoni la via è divisa in due parti da una catena intermedia. Fino a questa parliamo di un 7b+ strapiombante a canne con il tratto chiave subito prima della sosta. Arrivati a questa si ha la possibilità di riposare per bene e concentrarsi, perché da qui in poi le cose si fanno decisamente serie. Con una serie di belle chiuse, prima su buone prese poi su buchetti e tacche, si arriva al passo chiave. Questo consiste nel tenere una tacchetta strana e non buona di sinistra e chiudere in due tempi ad una strana goccietta. Presa questa si può rilanciare o incrociare ad un buco buono che sancisce di fatto la fine del duro di questo allungamento. Il resto della via (non molti metri) è puro godimento. Acceso un fuocherello e fatto il primo giro ricognitivo (entrambe le cose volte a riscaldarci un pochino) è la volta di fare sul serio. Parte Sbisi, conquista con qualche brivido la prima catena (causa freddo e una sbandierata involontaria), esegue benone la sequenza di chiuse, arriva alla tacchina e vrummmmmm cade causa insensibilità acuta alle dita. Parto io, il 7b+ scorre via liscio, riposo bene e parto deciso. Arrivo fresco ma non congelato al crux, stringo bene la tacchina, intermedio, rilancio alla goccietta di destro, la prendo bene. E' quasi fatta! Dentro di me mi raccomando di non fare strz@#e e mi imposto con molta cura per il rilancio. Manca un nanosecondo alla conclusione del gesto che entrambe le mani saltano via dalle rispettive prese! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!
Vista la violenza della roccia sia io che Sbisi abbiamo le mani mal messe, il terzo tentativo ci vede nuovamente cadere in alto ma più lontani di prima dalla realizzazione. Personalmente la mia delusione deriva soprattutto dalla consapevolezza che ci aspetta una settimana di brutto tempo, quindi ne devono passare almeno 2 per poter ritornare a scalare qui all'asciutto. Stanchi, un pochino delusi ma felici di aver scalato su questo ben di dio torniamo a casa, sanguinanti ma contenti. Il resto della crew si è comportato bene, con Andrea in piena che si muove benone sul 9a facendo dei bei link, e gli altri tutti con il sorriso, vuoi per le piccole soddisfazioni o per il semplice fatto di aver scalato con un bel gruppo in un posto ufo. 
Come previsto domenica il tempo è da pubblicità di Ciobar. Giustamente nessuno scala nemmeno nei dintorni. Allora decido di non passare la giornata a lobotomizzarmi sui videogiochi e carico l'auto con tutto quello che serve per chiodare. Destinazione Buzet. Con la go-pro ho fatto qualche filmatino. Ecco a spanne com'è andata la giornata.


Non vedo l'ora di provare "Bleach"! Credo non sarà per niente facile come via, ma sono abbastanza fiducioso di poterla arrampicare. Evvai un nuovo progetto si aggiunge alla lunga lista!

P.S: come per "Nevermind" anche "Bleach" è un tributo ai Nirvana, band di cui mi sono scoperto grande fan. Sono entrambi nomi dei loro album (Bleach il primo, Nevermind il secondo). Vicino a "Nevermind" c'è ancora spazio di sicuro per una via, chissà se riuscirò a completare il trittico con "In Utero" (il terzo e ultimo album della band di Seattle).

giovedì 10 gennaio 2013

Happy new year!!!

Capisci che tuo cugino ti vuole bene quando ti manda a cambiare tubi pluviali quando la neve si scioglie dai tetti e ti accarezza delicatamente il viso sotto forma di acqua gelida....

2013.... cavolo è già arrivato l'anno nuovo. Il tempo vola, ed anche ad alte velocità. L'ultima volta che ho scritto sul blog stava appena finendo l'autunno, i buoni propositi per finire l'anno in bellezza erano tanti. Come al solito il ritornello nella mia mente era "scala-chioda-viaggia". Purtroppo per i soliti problemi di forza maggiore (leggi clima piovoso e lavoro) che riguardano il 90% della tribù verticale il sopracitato ritornello non poteva essere pienamente soddisfatto e quindi ronzava sempre più forte fino a diventare assordante. Per fortuna "no xe solo merda" e quindi qualche uscitina prima delle vacanze c'è scappata. Insomma qualche spit è stato piantato e qualche sberla alla roccia pure. Per fortuna ad un certo punto sono arrivate le vacanze natalizie, e con esse pure una bella tregua dal brutto tempo.
Prima dell'inizio dei banchetti mastodontici di Natale con il buon Ric Vella ci siamo sparati una due giorni in quel di Misja. Qui ho riprovato un mio vecchio pallino, "Karizma", una bella via (ma purtroppo aggiustata qua e là con lo scalpello e la sika) nel paretone di 35 metri che vale 8b+ (e non dei più facili). Purtroppo la resistenza dopo questi mesi di poca pratica outdoor è quella che è quindi non avevo molte velleità realizzative, ma in ogni caso sono riuscito a fare dei bei giri. Insomma un progetto che con un po' di continuità si potrebbe benissimo chiudere. Ric invece sfrutta bene il suo periodo di forma e alle svariate vie  di 7c-c+ chiuse in pochi giri aggiunge la difficile "Ugolina" 7b+, dimostrando inoltre con dei bei giri che anche l'8a di "Samsara" ha i giorni contati. 
Dopo questa due giorni è iniziata la maratona natalizia costituita da cenone, pranzone e una 3 giorni alle terme (dove si è sempre mangiato "poco"). Per fortuna questa dovuta pausa da tutto ciò che è attivo è durata poco. Infatti neanche il tempo di svuotare le valige "termali" che si torna già a scalare. Questa volta, vista l'ora ormai tarda, la meta è la mitica Napoleonica, dove la "clapa" triestina si raduna per un bel pomeriggio di sole, scalata e cazzeggio. I partecipanti in ordine sparso sono Luca, Sbisi, Sha, Giulia, Andrea Padoan e Borsetti, Alan, Marco e  Davide. I postumi natalizi sono evidenti in tutti. Visto il buon grip all'ombra (sul sole fa un caldo primaverile) decido di fare qualche giro sulla mitica "Pugacioff", 8b storico della Napo (e di Trieste) chiodato e liberato dal mio babbo ormai secoli fa. Anche questa via è una mia vecchia conoscenza, infatti è da anni che ci sono su i miei fissi, anche se in tutto avrò fatto forse 10 giri (causa tagliole al posto delle prese che spesso aprono le dita in anche un solo giro). Dopo una ricognizione mi sparo un ottimo giro con il calar delle tenebre, arrivando ad un soffio dalla fine della sezione dura (e per fortuna con le dita integre).
                  Il Buon Luca 14 Dreos anche da appeso fa bellissime foto, qui il sottoscritto su "Pugacioff"

Un'altra via che provandola magari con un minimo di continuità si potrebbe chiudere velocemente. Galvanizzato dalla combinazione sole-scalata-amici il giorno seguente si va a Kompanj, questa volta in compagnia di Alan, Paolin e Marco. Anche qui c'è una via che ho lasciato in sospeso. Si tratta di "Reinini", un 8b che è senza dubbio tra le vie più belle in zona. Anche su questa dopo un giro ricognitivo cado molto in alto. Qui il solito "potremmo tornare per riprovarla" diventa un "la prossima volta che scalo vengo qui che provo a stamparla!". E così due giorni dopo cambia gruppo ma non spot. Ah si cambia pure l'anno! Questa volta ci sono i Polo, il mitico Cama ed il Paso. Le cose sembrano andare bene quando già al primo giro cado ad un movimento dalla fine del duro. Si tratta di un difficile accoppio su una piccola e strana presa con i piedi spalmati su, come direbbe il buon Ciano, delle "scoreze de musato" (= microappoggi). Da questa in modo aleatorio si lancia in due tempi ad un buon buco.   Convinto nel secondo giro parto, domino bene la parte bassa della via, arrivo fresco all'accoppio e ..............................SPATTTTTTT mi scivola la mano sinistra. Questa volta lo spirito natalizio non riesce a frenare la sfilza di bestemmie che la mia bocca erutta. Calmati i nervi il Polo mi suggerisce di provare la sua metod. Mi dispiace sempre dar ragione ad un "furlan" ma questo è il caso. Anche se stanco e con le mani ormai alla frutta riesco finalmente a chiudere questa fantastica via, anche grazie all'incitazione del Paso che mi assicurava. 
Siamo così giunti purtroppo all'ultimo week-end di festa. Si decide con Sbisi ed il Polo di andare nel nostro secret spot istriano, dove il mitico Cedo ci aspetta di ritorno dalle vacanze in Dalmazia. Qui con Sbisi provo l'ennesimo conto in sospeso (da quando ho smesso di scalare nel 2010, quindi ormai quasi 3 anni). Si Tratta di una via chiodata da Cedo, che si chiama "Criogenetica".  Dopo uno strapiombo a canne che vale 7b/c parte una sezione fisica e poi tecnica che porta il grado a 8b (tranne per il Polo che sostiene sia 8a+, ma i suoi gradi alle volte sono un po' strani). Il clou della via è un passaggio dinamico molto aleatorio su piccole tacche e gocce.
Dal video qui sotto potete farvi un' idea di come sono andate le cose.

Come sempre il nostro secret spot regala poche gioie ma molto dolore alla pelle delle dita, così il giorno seguente scambiato il Polo con la mia ragazza Sha in veste di camerawoman il gruppo va a testare il nuovo settore invernale di Buzet. Si tratta di un anfiteatro alto 30 metri circondato da un infinità di muri e placche che in futuro faranno la gioia di molti no big. Qui ho chiodato una via lunga 25-30 metri che è il bersaglio di questa giornata. Qui sotto il video a riguardo.

Insomma dopo queste casalinghe ma belle vacanze si torna al lavoro con in testa tanti progetti che non vedo l'ora di poter riprovare e chissà magari finalmente chiudere!
Speriamo di scrivere a breve delle belle news!


P.S: Tanti auguri di buon inizio anno a tutti! Che el brazo sia con voi!

lunedì 19 novembre 2012

Il solito nerd...

So già a cosa avete pensato vedendo il blog che non veniva aggiornato: "eccolo si è già rotto i cocones e non ha più voglia di scrivere niente". No ragazzi, la voglia di scrivere c'è sempre, in questo caso latitavano però le cose da raccontare. Tra clima infame (che xe bel solo quando se lavora!), ginocchia e altri arti ko la mia vita verticale è stata ben poca cosa nell'ultimo mese e mezzo. Infatti le uniche prese che sono riuscito a tirare erano o colorate oppure di legno. I weekend invece li passavo lobotomizzato davanti alla tv (e neanche quella di casa mia, visto che non la possiedo, ma a casa di Sha) a giocare con l'Xbox. La cosa triste è che ai videogiochi (soprattutto se in internet contro altri giocatori) mi incazzo in maniera allucinante, bestemmio peggio di quando cado su un tiro e sono vicino a farlo. Insomma sono proprio un cogli##e. Per rendere bene l'idea ecco un video dal web sui generis.
                                               (guardate al minuto 2,55....)

Bene adesso più di qualcuno starà pensando "ma se non hai fatto niente che cacchio scrivi ste cazzate sui videogiochi?". In verità qualcosa si è fatto. Infatti questo weekend il tempo era buono (almeno sabato), e anche se avevo il ginocchio che rompeva fortemente le scatole ho deciso di muover comunque le chiappe. Devo dire che vedere questa foto di me al Mello di quest'anno (prima uscita dopo l'operazione) mi ha aiutato ad essere più motivato!

                                  foto by quel simpaticone di Alan Segulin che ci manca tanto!

La destinazione è Kompanj, dove abbiamo appuntamento (sono ovviamente con Sha) con il Paso, Fede e Sango. Consiglio vivamente a chi non ci fosse mai stato di rimediare al più presto. Falesia bellissima per tutti in un contesto favoloso. Unico neo il sovra-affollamento degno di Ospo o Mano di Fatima. Visto che nelle ultime due settimane ho scalato fuori una volta e forse due in palestra le mie aspettative realizzative sono pressoché nulle. Ciononostante decido di fare un giro su "Rocket Max", uno degli 8b del settore principale. Grazie a Uros, anche lui impegnato a provarla, trovo subito le giuste metod. Felice di non essere proprio inchiodato decido di fare un second go per vedere meglio la via. Come per magia uno dopo l'altro mi entrano tutti i movimenti e anche se per un pelo arrivo alla ronchia a metà via. Da qui andare in catena sarà 6c. Anche se un po' rigido per la paura di fare qualche cazzata (si scala comunque su una roccia piena di appiglietti e non ricordandomi bene dove andare avevo paura di incartarmi o che mi si spaccasse qualche piedino dato che la via è abbastanza nuova) arrivo in catena incredulo. Ok la via non l'ho fatta proprio al secondo giro perché tre anni fa l'avevo già provata una volta, però alla fine dei conti il succo è quello e sono molto contento comunque (e che cacchio ci mancherebbe!).
                                                          foto by Luca 14 Dreos

Da sottolineare che pure il Paso (per chi non lo sapesse al secolo Alberto Pasini, presto di ritorno a Trieste in via definitiva) si guadagna meritatamente la birra del Viki burger salendo il suo primo 6c a vista. Well done!
Per la cronaca bisogna menzionare anche il mitico Sango (Matteo Sangalli) che fa una super prestazione, senza dubbio la migliore della giornata, riuscendo a cadere con il terzo rinvio IN MANO di un 7a. Quando c'è la classe........ (e ancora mi ascolta quando gli dico di provare un tiro al suo limite bagnatuccio a fine giornata...).
Il giorno seguente motivato dalla bella giornata trascorsa sabato (anche al di là della realizzazione) il buon proposito è di fare qualcosa. Il tempo però è muffo così con Sharon decidiamo di stare in zona ed andare alle Vergini in Valle (Rosandra), dove ho in sospeso una cosuccia....
Arriviamo e ad aspettarci c'è buona parte del Gheyteam (vi consiglio di visitare il loro fighissimo blog), reduce dalla loro classica cena annuale a base soprattutto di bevande (ovviamente analcoliche!). Purtroppo anche sta volta la via che vorrei scalare è in parte bagnata. Si chiama "Anek", vale 8b ed è stata liberata da Ciano. Senza dubbio la via più dura (e forse anche bella) all'interno della Valle. L'avevo già provata un paio di volte sempre in condizioni non ottimali (o era bagnata oppure era luglio). Il problema più che per le mani sono i piedi, in quanto un buon appoggione dove si mettono entrambi  è bagnato e fangosetto. Inoltre complica ancora di più le cose il fatto che sta proprio nella parte chiave della via, ovvero lo strapiombo iniziale. Su questa linea ero caduto già 2 volte sull'ultimo passaggio impegnativo, e la cosa mi dava parecchio fastidio. Ma per fortuna sta volta c'è il buon Leo, che prova l'8a di "Adelante" con la quale l'8b ha in comune l'uscita. Leo mi consiglia di tenere una presa bruttina che io usavo solo come intermedio. Cacchio mi sembrava impossibile ma così la sequenza è decisamente più easy! Dopo aver messo i rinvii e rivisto i movimenti parto deciso per il giro buono. Passo la parte dura molto bene, con ancora sufficiente autonomia nelle braccia per arrivare in catena, ma un eccesso di sicurezza sulla parte centrale facile mi fa cadere per un piede che scivola.... Valanga di bestemmie..... Ormai è quasi buio e non posso riposarmi come si deve. Dopo 5-10 minuti riparto purtroppo ancora stanco dal giro precedente, ma stavolta non faccio cazzate e finalmente chiudo la via. Devo dire che le mie dimensioni mi hanno permesso di usare un metodo sulla parte bassa che non so se tutti possono copiare. Ciononostante credo che la via sia troppo facile per valere 8b (l'ho sentita decisamente al di sotto di tutti gli 8b saliti quest'anno, incluso "Lap Dance" che è al limite inferiore del grado, molto vicino all'8a+). Credo che sia un 8a+ giusto, ne duro ne difficile. Ho pensato molto su quale sia la valutazione più corretta (secondo me) anche perché ho impiegato parecchi giri per salirla, ma il motivo (oltre alla mia scarsezza) è da ricondurre alle pessime condizioni con cui la provavo (o caldissimo o bagnato) e ad un metodo sbagliato in uscita. Personalmente trovo da cazzoni sgradare per sgradare (e leggere su 8a.nu che uno è "brave and humble", ovvero coraggioso e umile, solo perchè sgrada una via mi sembra una cagata colossale....), ma credo non sia etico verso se stessi darsi buona una via con un grado solo perché così è scritto sulla guida. Lo trovo ingiusto verso se stessi, solo per gratificare il nostro ego dobbiamo mentire prima di tutto a noi (e anche agli altri)? Personalmente credo che il grado universalmente giusto non esista. Tralasciamo le differenze fisiche e di abilità (mi scalo meio in placca, ti in strapiombo,ecc.) tra climber e climber, parlo delle gradazioni tra falesia e falesia o tra stato e stato. Chiunque viaggia sa che a Kalymnos (per non dire Spagna o centro-sud Italia) i gradi sono facilotti mentre in Zillertal (o più in generale i paesi nordici) tirati. Questo ormai è un dato di fatto quasi alla pari della scala dei gradi. Secondo me i gradi devono essere paragonabili fra di loro all'interno della falesia o gruppo di falesie limitrofe. Insomma se a Rodellar "Argo" è 8a "Nanuk" che è 7c dev'essere un grado più facile, mentre la differenza può essere meno marcata tra vie situate a centinaia di chilometri di distanza. Ecco anche per  questa filosofia ho deciso di  valutare 8a+ "Anek", perché trovo la gradazione delle altre vie che ho salito in Vergini decisamente più "stretta" rispetto al grado che alla via in questione viene assegnato sulla guida.
Chiudo questo post con una nota dolente. Ad Ospo la situazione dei parcheggi sta peggiorando sempre di più. Al campeggio si paga tre euro per parcheggiare l'auto in un prato (poi mi dicono che al ritorno ti danno pure una birra, sarà ma pagare per arrampicare in falesia non mi è mai andato giù) mentre la situazione nei parcheggi rimasti "liberi" è talmente incasinata che alle volte senza l'ombra di un cartello di divieto viene  rimossa forzatamente l'auto. Sono ben conscio dei fatti che hanno portato la gente del posto ad agire così (colpa dei soliti coglionazzi che non sanno fare campeggio libero come si deve e di nascosto), ma agire così da bifolchi (passatemi il termine ma mi sembra quello più adatto) anche verso di chi il posto lo ha sempre rispettato e ha contribuito anche se di poco alla sua economia (personalmente al ristorante del campeggio ho festeggiato la mia laurea, il compleanno di mio padre, la cena della ditta oltre a svariate cene e alla classica birretta post scalata). Il problema dei soliti idioti che poi grava sulle spalle di tutti è universale, personalmente l'ho vissuto sia arrampicando che andando in bici. Viaggiando ho visto anche come questo viene risolto. Posso portare l'esempio di Magic Wood (CH) e St. Leger (FRA). In entrambi i posti esistevano gli stessi problemi di Ospo e Misja (e a St. Leger fino a qualche anno fa non c'era nemmeno una guida cartacea, ma di gente se ne vedeva molta comunque), ovvero sovraffollamento e persone che dorme sparsa a caso. Bene in entrambi i casi la comunità locale ha risolto questo problema in modo molto semplice, ovvero creando uno spazio dove campeggiare liberamente (o con meno di 5 euro), fornito delle cose essenziali che un arrampicatore vagabondo e poco educato ha bisogno per non dar fastidio alla popolazione del posto: una fontana, un bagno chimico e i cassonetti dell'immondizia. Fatto questo il problema è risolto.
                                    Foto presa dal web del campeggio a Magic Wood.
             
Viceversa come la questione è gestita ora ad Ospo è deleteria per entrambe le parti. Per i climbers che non sanno dove dormire (c'è solo un campeggio, che tra le altre cose chi c'è stato dice che è caro per quello che offre, e forse due stanze in affitto) e parcheggiare, per le persone del luogo che si ritrovano adesso con auto parcheggiate ovunque. Per come la vedo o le falesie vengono dichiarate chiuse ufficialmente (magari in maniera più civile rispetto a Podpec, dove quei simpatici contadini tiravano in testa alla gente pietre, e se eri italiano o sembravi tale ti urlavano dietro pure "Fascisti andate a casa vostra"..... insomma pura classe) e schiodate, cosa poco probabile visto che Osp in Slovenia è il luogo storico e di riferimento per l'arrampicata, oppure si fanno le cose per bene e in modo civile (oltre che intelligente), seguendo magari le orme di quanto fatto in giro per il mondo (e magari aprendo gli occhi davanti a potenziali forme di guadagno decisamente più redditizie del magnifico e ancestrale lavoro con la terra, con le quali possono benissimo convivere senza problemi). Speriamo che la ragione prevalga.

venerdì 5 ottobre 2012

End season at Dark Point....

                                 La connesione di 7c che è diventata il mio riscaldo preferito

Alle volte i sogni non diventano realtà. Anzi togliete pur via "alle volte" e metteteci un "molto spesso". Qualunque livello verticale voi abbiate, se per voi l'arrampicata non è solamente uno svago come fare una passeggiata nel bosco, sapete bene che si torna più volte a casa con le mani vuote che con la "patacca". Così è finita pure la mia, seppur breve, avventura sulla via simbolo dell'alta difficoltà a Sezana. Sto parlando del "Trabajo del borracho extension", per ora la via più dura liberata nella caverna (grado 8c). Per chi non la conoscesse la linea parte circa 5 metri a destra di "Onda Anomala". La prima parte, gradata 8b+, l'avevo liberata nel 2010 e si fermava a circa metà parete. Dopo un primo tratto che varrà 7b/c si giunge ad un buon riposo, da dove le cose si fanno serie.

Qui il forte strapiombo si trasforma in un tetto, lungo circa 5 metri, che sembra tirato con il righello. Con 4 movimenti dinamici e molto atletici si supera la sezione chiave, poi bisogna restare lucidi per trascinarsi ad un onesto riposo.

Ancora un paio di moves non particolarmente ostici e con un lancione si giunge alla megaronchia da cui si moschetta la prima catena. Qui la parete strapiomba di meno, ma chiamarla placca sarebbe un insulto ai muri della Napo(leonica). Su questo riposo bisogna tornare nuovi, perchè subito le cose si fanno serie ed impegnative. Il muro torna a strapiombare parecchio (se non è un tetto ci manca poco) e la difficoltà va in crescendo fino a metà di questo allungamento. Andando per ordine si parte a bomba con una strana uscita da un piccolo tettino, facendo un dinamico da una tacca molto piccola (metà falange) ad una presona. Dopo qualche movimento su prese buone ma lontane si arriva ad una tacca sempre piccolina che bisogna strizzare per bene in modo da raggiungere una piccola ma più onesta spalla dalla quale si giunge ad una ronchia dove si può finalmente tirare il fiato. Questi ultimi tre movimenti sono il crux dell'allungamento. Da qui la via molla e sarà un 7b (da non sottovalutare) arrivare in catena.
Dal primo giro nel quale Sbisi mi aveva teleguidato ho avuto buonissime sensazioni. Infatti pochi giri più tardi cadevo già sul crux della parte alta.
Così, consultato il meteo che profetizzava l'arrivo dell'attuale tempo stramuffo, decisi che il penultimo week-end di settembre l'avrei speso tutto nella grotta nel tentativo di "encadenar" la mia king line per quest'estate. Così il venerdì (che per culo non lavoravo tutto il giorno) mi fiondo nella dolina con Ric. Il clima è già abbastanza muffo, ma niente di tragico. Dopo un primo giro a vuoto, dove scopro che una presina è bagnaticcia, il secondo va molto bene. Passo l'uscita dalla prima catena anche con la presa bagnata, arrivo al riposino prima del boulder e mi sento bello carico. Parto deciso, sento bene la prima tacchetta ma per un niente non blocco la spalla. La stanchezza si fa sentire e decido di salvare le forze per il giorno seguente. Sabato mi sveglio molto acciaccato. Della serie mi fa male tutto. Questa volta la falesia è piena di gente. Ai soliti locals Ciano, Talpa e Cab si aggiungono Alan e Davide più qualche ragazzo sloveno. Giungo in falesia per l'una con due amici di Padova che vogliono passare una due giorni nei nostri baratri. Essendo stanco decido di fare un'unica via di riscaldo, lasciando alla prima sezione del "Trabajo" il compito di finire il lavoro. Ad assicurarmi su quello che prevedo sarà il mio unico try sulla via è il Cab, che ultimamente mi ha portato molta fortuna (quando mi tiene lui chiudo sempre i tiri). Parto poco convinto viste le braccia distrutte. Come per magia passo bene la prima parte della via, e in buono stato arrivo al riposo della prima catena. Qui inizio a crederci, anche se noto che la tacchetta bastarda è ancora più bagnata. Ma sono qui, dopo un bel 8b+ e voglio giocarmela. Passo il primo filtro, decontraggo un attimo e poi parto in direzione del boulder. Dentro di me so che questa è l'ultima occasione di quest'anno per chiuderla (poi l'umido inzupperà tutta la grotta). Prendo una buona presa a forma di punta e con una bella chiusa mi accingo a raggiungere il riposino prima del blocco.
                                                          STOC!
Come un proiettile la presa che era nella mia mano sinistra si disintegra al suolo. Niente gloria per quest'anno.... Senza questa presa la via è inoltre diventata più dura, probabilmente anche 8c+. Non resta che levare i rinvii fissi. Avendo un termine temporale per chiudere questa via in pochi giri avevo dato il massimo e forse anche qualcosa di più. La delusione quindi è enorme, ma anche questo fa parte del gioco ed aiuta a migliorarsi.
Nel mentre Cianetto invece, dopo aver sistemato un due prese poco stabili e qualche spit che si girava, fa sua la seconda salita di "Vision Remain", via che conferma essere un 8a+ al limite con l'8b.
Il clima come previsto è peggiorato, quindi dopo una settimana di stop per recuperare le forze iniziano gli allenamenti! Dopo tanto tempo mi sono programmato un paio di mesi di lavoro belli intensi. Già ora dopo la prima settimana sono ko....speriamo di reggere(anche perché odio sempre di più la plastica!)!


P.S: tutte le foto sono state scattate dal mitico Riccardino Vella!  

giovedì 20 settembre 2012

Amilcar e la sua via "congeniale"

Chi conosce il buon vecchio "piccolo uomo dal grande braccio", per l'anagrafe Amilcar, ha ben presente il personaggio. Per chi invece non avesse ancora avuto il piacere di incontrarlo il modo migliore per descriverlo sarebbe "un pazzo che ama fare fatica" o "la potenza senza controllo". Questo basta a spiegare il perchè uno che è riuscito a chiudere "Sanjski par", 8c a Misja faccia per riscaldo dei 6b/6c in maniera talmente assurda da trasformarli in 7c e poi parta direttamente su vie di grado 8. Anzi spesso il riscaldamento viene completamente tralasciato. Fatta questa premessa martedì con l'animale che ho appena descritto e il suo "tutore" Riccardino Vella abbiamo fatto una toccata e fuga a Dark Point. Ognuno aveva suoi progetti da provare. Amilcar doveva chiudere i conti con "Sezana 31249" 8b, via che a suo dire gli era congeniale. Ciò corrisponde in parte alla realtà, se non fosse che il bravo orango (lo so Amilcar ha mille soprannomi) cadeva come un pero appena la via diventava più facile. Domenica è riuscito perfino a cadere sul banale tratto finale, lasciando letteralmente incredulo Ciano. Per fortuna questa volta (anche se con qualche brivido finale) le cose sono andate bene, e la via gli entra al primo colpo.

Anche il buon Ric dimostra di essere in forma, e al terzo giro chiude la boulderosa "Jungle Flash" 7c, andando poi vicinissimo a concatenare la stronzissima placca di "Cowboy Bebop" 7b+ tiratello.
Il sottoscritto invece si spara un ottimo tentativo sul "Trabajo del borracho extension" 8c.
                                 Il primo blocco del "Trabajo" foto by Riccardo Vella
Cado all'ultimo movimento duro dell'allungamento. Sono super motivato perchè ormai so che il prossimo giro potrebbe essere quello buono. Questa è la vera King Line di Dark Point. Un tetto lungo 40 metri se non di più che percorre tutta la falesia nel punto dov'è più alta. Per ora la via più bella e dura che abbia mai chiodato. Speriamo di chiudere in bellezza questa stagione nella cueva...

lunedì 17 settembre 2012

La miglior Lap Dance di tutta l'Istria!

                                Il muro iniziale di "Lap Dance" foto by Riccardo Vella
No, non ho iniziato a scrive di cose che riguardano il sudombelico. Qui si continua a scrivere di scalata (anche perchè credo che l'argomento sesso sia adeguatamente trattato da siti tematici quali xnxx, youporn, redtube, ecc).
E' da un paio di settimane che non scrivo nulla, ma di cose ne sono successe. Andando con ordine e partiamo dal "buco scuro" (oddio oggi so fare solo basse allusioni...qui finisce che mi censurano...) più amato dai triestini e non. Tra Sbisi, Ciano ed il sottoscritto c'è stato gran fermento nella produzione di nuove linee. La zona incriminata è quella del tettone centrale. Ciano ha chiodato una nuova linea tra il "Trabajo" e la sua "Fight the faida". Come al solito linea decisamente banale e poco strapiombante. In parallelo Sbisi ha piantato la catena e il primo spit (l'ultimo nella progressione arrampicatoria) per l'uscita definitiva della linea che avevo chiodato ad inizio estate. Io ho finito il lavoro e incuriosito dalle visioni propositive di Sbisi ho chiodato anche la diretta. Insomma tre vie totalmente nuove e ancora da liberare, a cui però si aggiunge una logica connessione che parte dalla vicina "Two shoes" per poi appunto girare a sinistra verso l'ultima nuova nata. La via è nei dintorni del 7b+/c, è stata liberata da Sbisi e poi salita al primo giro dal sottoscritto (e forse tra le due salite c'è anche quella di Ciano). Propongo come nome "Bastardi senza gloria" in onore di quei tre pirlacchioni che si sono sbattuti per aprire il 90% delle vie a Dark Point (e che hanno messo gli spit su questa connessione), senza ricevere gloria alcuna ma anzi spesso il contrario (visto che c'è perfino qualcuno che si è preso ingiustamente la paternità della falesia, che molti soprattutto oltreconfine chiamano la falesia Skedenj non si sa perchè, che qualcuno si prende la libertà di spostare gli spit di vie non aperte da lui, ecc).
La diretta invece è decisamente su di un altro piano.... dopo un primo tratto non molto impegnativo si giunge al tettone. Qui le prese ci sono, ma sono piccole e molto distanti. Facendoci due giri sono riuscito a fare tutti i singoli tranne due movimenti: il primo subito dopo l'ingresso nel tettone, il secondo in uscita. Se per quest'ultimo ci metto la mano sul fuoco che sia fattibile, sul primo non sono altrettanto sicuro (almeno per le mie capacità). Questo consiste, dopo un già difficile ingresso in tetto, in un dinamico da rovescio a rovescio. Questo singolo non mi è riuscito, e non ci vedo ancora chiaramente la luce. Il "bello" è che da qui bisogna fare ancora cinque movimenti di mano prima di arrivare ad una presa dove si riesce a smagnesare. Sono abbastanza sicuro che questa via non varrà meno di 8c duro visto che il grado della via viene fuori in 5 metri di tetto. Insomma il potenziale della dolina non è (come credevo fino a poco tempo fa) ancora esaurito.
Ma non mi piace stare sempre rintanato in quella grotta, infatti molto spesso nei week-end migro a Buzet, nella ombreggiata falesia di Izvor Mirne.
Come ho già avuto modo di scrivere questa falesia è molto bella, ricca di canne, alta anche più di 30 metri e situata in una bellissima valle che a tratti diventa una vera e propria forra. Un piccolo paradiso dove si può stare in pace con il mondo. Nel week-end appena trascorso vi ho fatto una bella due giorni. Il Sabato siamo scesi in massa. Sbisi, Ric e la sua amica Veronica, Cedo, il Polo con Gigi Billoro e un'altra coppia più i soliti sloveni e croati che anche loro alternano in estate questa falesia a Dark Point. In questa giornata la gloria se la porta a casa Ric (assieme ad una fiasca da litro di rosso) che sale il suo primo 7b a vista e va vicino a fare pure la classica "Befana" 7b/c. Per gli altri soltanto legne e dita spellate. Personalmente raccolgo però delle buone sensazioni su "Lap Dance", l'8b chiodato dal Polo. Questa via lunga più di 30 metri consiste in uno strapiombo iniziale di 15/20 metri che vale circa 7c e alterna sequenze su liste ad altre su canne. Infine si giunge ad un riposo molto buono con incastro di ginocchio che permette di recuperare alla grande prima dello strapiombo finale che fa cambiare marcia alla via. Questa sezione inizialmente molto dura è stata "decriptata" da Cedo che ha scovato un ottimo sistema con incastro di ginocchio. Alla fine si esce in leggero strapiombo, facile ma da non trascurare viste le prese delicate.
Il giorno seguente cambio gruppo e a scendere in Istria ci sono i Negovetti e la Staffo family. Le condizioni sono migliori rispetto a sabato, non ottimali ma più che decenti. Così dopo due stupendi 7b/+ parto cattivo sull'8b e magia, arrivo in catena sorpreso. Sono orgoglioso perchè il valore aggiunto di questa salita sono i complimenti di Staffo che mi faceva sicura "bravo Stefano, hai scalato proprio bene".
Anche Stefanin Negovetti porta a casa una bella salita con "Frenkie goes to Hollywood", il 7c più ostico della parete. Anche questa una bella via lunga che mischia sezioni su canne ad altre su presine più piccole.
L'unica nota negativa del week-end è la scoperta di come è stata mal gestita l'apertura di nuovi itinerari nel settore Sud di Izvor Mirne (qui trovate il video fatto da dei ragazzi croati su un 7c+ chiodato dal Polo) da parte di certi ragazzi croati. Questa parete l'avevamo disboscata (alla base c'era una giungla) e chiodata inizialmente io e Andrea Polo, seguiti poi dai soliti Sbisi e Cedo. Chi è venuto dopo di noi evidentemente non ha l'occhio e nemmeno il livello per chiodare. Se il livello può essere trascurato (Cedo ha chiodato più di qualche via molto dura avendo "solo" l'8a al tempo), l'occhio di scovare belle vie è indispensabile. Infatti basta dare uno sguardo alle nuove linee ed avere un minimo di esperienza per gridare allo scempio verticale. Non c'è una via che segua una traiettoria più o meno lineare, anzi certe vie vanno proprio a zig zag. Il bello è che non ci è chiaro il motivo, perchè se andando così a caso per la parete seguendo solo le prese più buone ed evidenti vengono fuori dei brutti 6b chiodando con criterio il grado non sarebbe lievitato per nulla (in certi casi) o di poco (sinceramente è già tanto se sarebbero saltati fuori dei 7b). Un vero peccato.

domenica 2 settembre 2012

E alla fine si riparte dal via

Che fine settimana ragazzi! Lasciamo stare le realizzazioni (che non sono mancate), quello che mi rende veramente felice del week-end appena trascorso sono i luoghi e le persone che lo hanno animato. Andando per ordine tutto inizia il venerdì sera. Sento il mitico Andrea Polo, il "my friend" con il quale ho condiviso mille avventure verticali. E' da quando ho ripreso a scalare che, per un motivo o per un altro, non siamo riusciti a fare una giornata in falesia assieme. Visto il clima sulla carta favorevole decidiamo di andare a spellarci le dita dalle parti di Buzet. Pandora e Izvor Mirne sono le destinazioni papabili. Arriva il sabato mattina. Il Polo parcheggia sotto casa mia, monta nel golf e via si parte. Dopo le prime cazzate di rito lui viene fuori con la proposta indecente " e se andassimo a M#####a?". Il super mega iper secret spot (a breve farò un post dedicato su quest'argomento) in zona Fiume è una falesia prettamente da autunno-inverno-primavera. Ma il clima è buono e allora why not! Sono secoli che non ci vado, e i ricordi di questa magnifica fetta d'Istria sono ancora vivi e mi fanno sbavare al solo pensiero. Come diceva Al Pacino in Scarface "This is paradise!". Arrivati nei pressi della falesia il meteo ci fa impensierire. Cielo grigio, la Bora che soffiava a Trieste stranamente non soffia qui e la pioggia appena passata dev'essere stata copiosa (e quindi può aver bagnato le canne). Inoltre l'umido con questa roccia che letteralmente morde..... saran dolori! Come se non bastasse scendendo l'impestato sentiero il ginocchio della gamba bionica mi fa un male cane. Partiamo easy sul 6c. Cacchio se il buon Staffo l'ha chiodata lunga: è un viaggio mistico! Finiti i riscaldi si parte per qualcosa di più "serio". Il Polo conferma che le condizioni non sono al top bestemiando sul suo ultimo "red ribbon" project. Io teleguidato ma ancora freddo mi fermo andando in catena di un bel 8a, "Total Extreme". Che bel tiro di pura continuità con il duro in cima. Al secondo giro le braccia più calde trottellano bene e arrivo nuovamente sull'uscita. Qui inaspettatamente disgaggio un buonissimo appoggio mentre faccio un movimento. Per culo riesco a stare su e stringendo i denti moschetto la catena. Nice! Purtroppo la pelle è ormai ko e non resta che impacchettare la roba.
I programmi per Domenica parlano ancora croato ma il risveglio è traumatico. Neanche la cremuccia climbon fa miracoli e la pelle latita. Così sento Sbisi e mi unisco alla ciurma che va a Dark point, posto decisamente meno esigente per la pelle. Nella cueva c'è una folla da grandi occasioni. Sbisi parte alla grande e libera la via di Luka Fonda nel tettone centrale. Si chiama "Vision remain" e si colloca nei dintorni dell'8a+. Poco dopo One chiude i conti con l'ormai classica "Fight the faida", l'8b del Frezzolini che nel frattempo sta chiodando una nuova linea "quasi appoggiata". E' stato motivante vedere Andrea chiudere questa via mettendoci veramente grinta. Così ispirato anche se stanchissimo riesco a trascinarmi in catena di "Sezana 31242". Questa via di 8b è stata uno dei motivi per cui 2 anni fa ho smesso di scalare. L'avevo quasi liberata, quasi perchè la prima parte facile era sempre bagnata e mi impediva di arrivare sulla parte dura con i piedi asciutti. Quindi posso dire di aver in parte chiuso un ciclo, e ora posso ripartire dal via! Il resto della giornata l'abbiamo speso a piantare spit su nuove vie e a sistemare i vecchi project. La birra in clapa a fine giornata è stata particolarmente gustosa questa volta!
P.S: sorry niente foto ne video oggi....