domenica 24 febbraio 2013

ADM vs gli squali della FA


Siamo tutti d'accordo che questo tardo inverno sia particolarmente benevolo nei confronti di chi ama lanciarsi nella neve. Chi invece ha in testa una sola cosa (due nel caso degli uomini...), ovvero l'arrampicata, deve soffrire un pochino di più. Vista la continua presenza della neve anche a basse quote davo per impossibile riuscire a toccare la roccia nel fine settimana. Così il venerdì sento i soliti Sbisi e ADM per andare almeno alla ricerca di qualche nuovo spot su cui spendere in futuro le nostre energie. Miracolosamente gli aggiornamenti delle previsioni meteo danno 8 ore di bel tempo, dalla mattina alla sera, in zona Buzet. Con poche aspettative decidiamo di caricare in auto anche le cose per scalare, casomai la fortuna sia per una volta dalla nostra.
Sabato mattina il ritrovo a Bagnoli è speranzoso. Ai sopracitati si unisce l'ormai romano Andrea Padoan e si mormora che perfino Alan e Sara ci raggiungeranno sul posto. Arrivati a Buzet il tempo è uggioso e freddino, ma l'assenza di vento ci fa sperare che con un buon riscaldo qualcosa si possa fare. Lungo il sentiero (innevato, meno male che qualche anima pia ha messo le corde fisse sui pezzi più ostici ;-) ) raccogliamo qualche legno marcio per accendere un fuocherello che aiuti a rendere la temperatura più gradevole almeno alla base della falesia.


Fatti i primi riscaldi arrivano anche Nallan e Sara che teleguidati dalle nostre indicazioni dall'alto trovano la strada per l'anfiteatro.
La giornata inizia bene per il gruppo, con Sbisi finalmente resistente che chiude i conti con "Nevermind", 7c+. La sua è la seconda salita di questa bella linea da me chiodata e liberata. Io decido invece di dare un'occhiata ad un progetto chiodato da Cedo che ADM sta provando da un paio di giorni. Le voci erano vere, questo itinerario è veramente bello! La via, lunga 20-25 metri, consiste in un primo tratto interessante su tacche e canne di circa 7b+ che porta ad un riposo con incastro di ginocchio.  Qui bisogna recuperare per bene le energie perchè da qui inizia il tratto chiave della via. Lo strapiombo si fa molto accentuato. Con una serie di chiuse non banali si giunge al crux. Da una buona presa di destra ci si allunga ad una tacchetta alla propria estrema sinistra, si tira quindi una bella lolotte per riuscire ad avvicinare la mano destra su una piccola ma netta cannetta. Da qui bisogna caricare un bel lancione ad una vasca. Un vero tuffo con piedi che svolazzano. Qui la via molla ma non diventa banale, quindi nervi saldi fino alla catena!
ADM parte dopo di me e cade per l'ennesima volta al lancione che imposta in modo alquanto duro. Ora è il turno di Sbisi, anche lui curioso di provare questo gioiellino. Teleguidato dai consigli miei e di ADM cade sul tratto duro, dove perfeziona la sequenza che ho descritto poco fa.
Il mio Secondo giro è all'insegna delle mani congelate, infatti cado nell'insenibilità totale al primo passo impegnativo. Ripasso il tratto chiave e cedo il testimone ad Alberto (ADM) che per l'ennesima volta tenta la sua personale metod molto dura sul crux e cade inesorabilmente. Il povero ADM voleva fortemente regalarsi la prima salita di questa via. Infatti già lo scorso lunedì era sceso a Buzet per pulirla a dovere e tentare l'impresa. Impresa che ora gli squali Ste e Sbisi gli stanno cercando di negare. Per questo ad ogni volo la sua pacatezza proverbiale viene messa a dura prova.
Ora è il turno dello squalo Sbisi che scalando bene chiude in scioltezza la via, aggiudicandosi la prima libera di questo nuovo 8a.

A ruota parto io. Scalo peggio del giro precedente, ma stavolta arrivo liscio al crux. Qui rischio di cadere perchè mi si è congelata la mano destra e non riesco bene a sentire la cannetta sul lancio. Ciononostante il tuffo alla zanca mi riesce e con qualche timore moschetto pure io la catena. Per ultimo parte il povero ADM. Pure lui scala in modo poco sciolto la prima sezione, ma questa volta segue i nostri consigli sul crux e con un lancio veramente disperato, dove rimane appeso con una mano sola, agguanta la vasca e chiude la via (anche se con qualche brivido in catena....). Felici della giornata guadagnata ci fermiamo a festeggiare al Viky Burger sopra Ospo, dove in accordo decidiamo di chiamare la nuova via "Too Late" (troppo tardi), in riferimento al povero ADM e alla sua mancata First Ascent.
Se il sabato ci ha concesso di scalare la domenica decisamente no. I mie compagni sani decidono di andare in cerca di neve, mentre io in compagnia della mia cara Sha ritorniamo in Istria per cercare nuove falesie. Dopo una giornata a zonzo tra delusioni e pioggia il bottino è ricco!



Per i prossimi anni sappiamo dove andare a chiodare!

P.S: ci tengo ancora una volta a ringraziare il mitico Cedo, grande amico e grande persona, che si sbatte alla grande per scovare e chiodare nuove linee da condividere con gli amici. Senza ombra di dubbio un ottimo esempio di motivazione, etica e generosità. Un sentito grazie da tutti noi al nostro Andrada! Venga vecio!

lunedì 18 febbraio 2013

Bleach your works!


Sono felice ma irrequieto! Felice per il bel week-end appena trascorso con un super gruppo di amici, irrequieto perché oggi è lunedì e tocca lavorare fino a venerdì, lasciando in stand by i mille progetti che il nostro eldorado verticale, l'Istria, ha da offrire. E' proprio vero, la corsa all'oro (nel mio caso calcare) ti consuma fino a farti impazzire. Non abbiamo ancora scalato metà delle vie chiodate nel nuovo settore di Buzet (e non nel senso di liberate, nel senso che non ci abbiamo ancora messo su le mani!) che già salta fuori una nuova zona da urlo! E come se non bastasse l'occhio lungo la strada coglie ancora altre papabili falesie a 5 stelle! Aaaaaaaaaaaaaaaaargh troppe cose da fare per "perdere" le giornate a Trieste nel vano tentativo di fermare il declino edilizio.....
Ma andiamo con ordine (o meglio con meno disordine!). Il nuovo capitolo delle nostre avventure verticali nel canyon di Buzet inizia lunedì scorso. Sono in ferie e ovviamente l'Europa è flagellata da una perturbazione anti vacanza. Finite le bestemmie è ora di mettersi al lavoro. Ogni buon climber fanatico che si rispetti dedica le giornate in cui non si può scalare alla chiodatura/pulizia di nuove vie. Quindi si sale in auto in direzione Istria. Con ADM ci dirigiamo alla volta del nuovo settore. Io ho in mente di pulire la mia ultima creatura (quella nel video in cui chiodo visto qualche post fa) e di metterci su i fissi, mentre ADM ha il trapano carico per chiodare una linea che gli ho segnalato (quella che doveva chiudere il trittico dedicato ai Nirvana). Dopo una giornata di freddo, tanto freddo, ma anche tanta fatica le due vie sono pronte per essere scalate. Il week end si preannuncia infuocato! ADM essendo uno studente diligente che ha già concluso tutti gli esami della sessione mi precede andando in compagnia del Bacerino a liberare la sua via. Nasce così "Non Habemus Papam" un 7b chiamato così in onore del dimissionario Benedetto VI (forse anche lui non ne può più di dover lavorare invece di essere fuori a scalare!). Ma la giornata clou è il sabato. Quasi per caso si riunisce una clapa che da anni non si vedeva in falesia. Oltre a moi e a Sha a Buzet c'è Ciano, Sbisi, Cab, Rocco, Stefanin, ADM, Cedo e Luca. Tutti arrembanti sui nuovi tiri freschi freschi di chiodatura. Essendo la falesia nuova il motivo trainante della giornata sono i disgaggi, spesso seguiti da voli non da poco (pare impossibile ma sono sicuro che Stefanin ha qualche capello bianco in più dopo il suo volo di 10 metri causa caduta con corda in mano....). Oltre a ciò trova spazio la soddisfazione di arrampicare vie così belle e nuove.
Per quanto mi riguarda voglio provare per bene la mia nuova creatura, ma prima sono curioso di ripetere la via di ADM. Devo dire che è stata una dura lotta farla a vista. Infatti per chi non lo sapesse ADM ha una brutta malattia per cui non gli sudano le mani e quindi non usa il magnesio. Risultato sulla sua via non ve ne era traccia alcuna. In più il ragazzo è un selvaggio e molte prese non erano state spazzolate a dovere. Risultato una bella ghisa a freddo....ma ciò non mi scoraggia e parto motivato sul mio project. Questa via di 25 metri circa consiste in una partenza su canne non troppo impegnativa che porta ad uno strapiombo a tacche e svasi in stile boulder made in Ticino (CH). Qui bisogna combattere per parecchi metri prima di arrivare ad una buona zanca a 3/4 della via dove si può tirare il fiato in vista della più abbordabile uscita. La parte dura della via è superba. Su calcare non ho mai visto vie con forme di questo genere che ti portano a scalare come se fossi su di un sasso strapiombante. Tallonaggi, lanci e svasetti allucinanti la fanno da padrona (il tutto ovviamente condito da una sana dose di tacche). Sabato riesco a fare tutti i movimenti concatenandoli bene. Rompo pure parte di una pinza svasa che rende il gioco ancora più divertente. La giornata si conclude alla paninoteca di Buzet che con i suoi panini XXL ci mette in seria difficoltà. Mentre tutti programmano una domenica sulla neve io e Cedo ci accordiamo per un bis (in falesia, non di cibo!). Così l'indomani alle 10:30 sono puntuale al ritrovo, ma prima di salire all'anfiteatro dove ci aspettano i nostri project Cedo mi porta a vedere la sua ultima scoperta. Si tratta di una parete a semicerchio alta 30 metri la cui parte destra strapiomba da paura! Siamo sui 50-60° per i primi 20 metri, poi lo strapiombo diventa meno intenso. Vista la rarità di prese buone su questo pannellone qui i giochi saranno molto violenti! Purtroppo c'è molta edera sulla parete e ci aspetta un durissimo lavoro di giardinaggio prima di poter piantare qualche spit. Adesso però è giunto il momento di tornare ai nostri obiettivi odierni. Dopo un veloce riscaldo entrambi partiamo sui nostri project. Cedo deve liberare una bella linea di pura resistenza che ha chiodato qualche mese. Ieri è caduto più volte in cima, così oggi decide di fare un primo tentativo ricognitivo per non arrivare impreparato alla fine dei 30 metri di strapiombo. Io faccio lo stesso perchè devo ancora ottimizzare un moschettonaggio. Entrambi troviamo delle buone soluzioni ma purtroppo io rompo una tacca sulla parte alta della via che la rende ancora più dura e continua.
Il mio secondo giro è buono ma cado alto, quasi alla fine del duro. Cedo idem sulla sua via, resa ostica anche dal sole che spesso si nasconde dietro all'unica nuvola in cielo.
Per quanto mi riguarda sento ormai la stanchezza che mi assale. Le dita sono ridotte male in quanto a pelle ed inoltre il sole ormai basso continua a fare il timido dietro le nuvole. Sommando ciò al continuo sbuffare del vento che rende l'atmosfera alquanto frizzante non scommetterei molto sul mio prossimo giro. Ma ho voglia di scalare e concedermi la prima libera della via. Così arrampico deciso e preciso sulla sezione dura e con qualche brivido dettato anche dalla poca sensibilità causa dita gelate arrivo a moschettonare la catena. Questa è la first ascent di "Bleach", per ora il tiro più duro di questo nuovo settore. Essendo l'unico ad averla provata non ho riscontri riguardo alla difficoltà. Credo che il grado stia tra l'8a+ e l'8b. Ai ripetitori l'ardua sentenza.
Purtroppo per Cedo le condizioni meteo non migliorano ed è quindi costretto a scalare con un clima poco mite. Ed è per questo che cade al penultimo rinvio in ibernazione, ad un passo dal chiudere il nostro tandem di prime salite. Peccato perchè sarebbe stato un bel regalo di compleanno anche se in ritardo (Cedo compiva gli anni venerdì, auguroni vecio!). Così tocca a me pagare la birra al bar. Ci si saluta rinnovando l'appuntamento per il prossimo fine settimana. Appuntamento che il meteo sembra purtroppo non volerci concedere....

P.S: scusate per l'assenza di foto e video, spero di rimediare con il prossimo post

martedì 12 febbraio 2013

Freddo-hladno-cold-frìo-froid

Eh già il motivo trainante ultimamente è proprio questo (quello scritto in varie lingue come titolo). Purtroppo sembra proprio che questa stagione non voglia lasciarci scalare in pace. Tocca quindi rinchiudersi in palestra per mantenere lo stimolo ed essere di bocca larga quando si esce fuori. Infatti se ormai da mo ci si è abituati a non badare alle prese bagnate ora bisogna anche trascurare le dita congelate. Insomma la sensibilità e la scioltezza sono in stile pinocchio in wood version.
Viste le numerose giornate a casa maledicendo chi può beatamente scalare in Catalunia (quest'anno il periodo natalizio/inizio anno nuovo sembra essere stato ottimo) ho deciso di rivolgere i mie spergiuri anche contro un nuovo e più completo programma di montaggio video. Ecco a voi il primo lavoretto che ritrae una delle rare sedute outdoor in Napoleonica.
                                             Guardatelo su Vimeo cliccando QUI.

Ormai sono ad un passo dal chiudere i conti con la via più dura (e stronza) della Napo. Ovviamente tempo permettendo. Purtroppo su questa via, dove si è sempre su prese piccole, le dita si ghiacciano subito, complice anche l'ombra in partenza, e si arriva sulla presa chiave insensibili.
Speriamo in news più rosee per il prossimo post.

martedì 15 gennaio 2013

Criogenetica 2 - Sbisi&Ste 0


Chi ha letto tutti i post di questo blog, anche i primissimi, forse ricorderà che scrissi di voler trattare non solamente le grandi ed epiche vittorie nei mie raid in falesia/sui massi, ma di voler anche riportare le tragiche batoste prese. Ecco questo post tratta proprio di una di queste. 
Questo week-end appena trascorso ci ha concesso soltanto il sabato di bel tempo. Visti i numerosi cantieri aperti nel nostro secret spot croato (detto anche la falesia del Polo), decidiamo di partire convinti per giocarci tutti i nostri jolly in una sola giornata. La crew è composta dal sottoscritto, Sbisi, Andrea ed Enrico Polo, il Chen (e chi non sa chi sia il Chen è meglio che torni a perder tempo su feisbuk) e Alberto Contessotti. Arrivati al parcheggio capiamo subito che bisognerà combattere contro il freddo. Così sfodero subito il primo dei mie jolly: le sottobraghe antistupro. Per chi mi ricorda ancora in val Daone in felpa sotto la neve faccio presente che i tempi sono cambiati e forse dopo due operazioni potenti assieme ai ferri nella gamba forse mi hanno montato pure qualche neurone (sempre nella gamba….). Ma non divaghiamo! Se il local Andrea ha in mente di provare a fare dei buoni giri sul 9a liberato dal Becan, io e Sbisi abbiamo un conto in sospeso con una certa "Criogenetica", un 8b che definire libidinoso è riduttivo. Se mai mi fossi fatto una pera potrei dirvi che è molto meglio scalare su questa via. In soldoni la via è divisa in due parti da una catena intermedia. Fino a questa parliamo di un 7b+ strapiombante a canne con il tratto chiave subito prima della sosta. Arrivati a questa si ha la possibilità di riposare per bene e concentrarsi, perché da qui in poi le cose si fanno decisamente serie. Con una serie di belle chiuse, prima su buone prese poi su buchetti e tacche, si arriva al passo chiave. Questo consiste nel tenere una tacchetta strana e non buona di sinistra e chiudere in due tempi ad una strana goccietta. Presa questa si può rilanciare o incrociare ad un buco buono che sancisce di fatto la fine del duro di questo allungamento. Il resto della via (non molti metri) è puro godimento. Acceso un fuocherello e fatto il primo giro ricognitivo (entrambe le cose volte a riscaldarci un pochino) è la volta di fare sul serio. Parte Sbisi, conquista con qualche brivido la prima catena (causa freddo e una sbandierata involontaria), esegue benone la sequenza di chiuse, arriva alla tacchina e vrummmmmm cade causa insensibilità acuta alle dita. Parto io, il 7b+ scorre via liscio, riposo bene e parto deciso. Arrivo fresco ma non congelato al crux, stringo bene la tacchina, intermedio, rilancio alla goccietta di destro, la prendo bene. E' quasi fatta! Dentro di me mi raccomando di non fare strz@#e e mi imposto con molta cura per il rilancio. Manca un nanosecondo alla conclusione del gesto che entrambe le mani saltano via dalle rispettive prese! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!
Vista la violenza della roccia sia io che Sbisi abbiamo le mani mal messe, il terzo tentativo ci vede nuovamente cadere in alto ma più lontani di prima dalla realizzazione. Personalmente la mia delusione deriva soprattutto dalla consapevolezza che ci aspetta una settimana di brutto tempo, quindi ne devono passare almeno 2 per poter ritornare a scalare qui all'asciutto. Stanchi, un pochino delusi ma felici di aver scalato su questo ben di dio torniamo a casa, sanguinanti ma contenti. Il resto della crew si è comportato bene, con Andrea in piena che si muove benone sul 9a facendo dei bei link, e gli altri tutti con il sorriso, vuoi per le piccole soddisfazioni o per il semplice fatto di aver scalato con un bel gruppo in un posto ufo. 
Come previsto domenica il tempo è da pubblicità di Ciobar. Giustamente nessuno scala nemmeno nei dintorni. Allora decido di non passare la giornata a lobotomizzarmi sui videogiochi e carico l'auto con tutto quello che serve per chiodare. Destinazione Buzet. Con la go-pro ho fatto qualche filmatino. Ecco a spanne com'è andata la giornata.


Non vedo l'ora di provare "Bleach"! Credo non sarà per niente facile come via, ma sono abbastanza fiducioso di poterla arrampicare. Evvai un nuovo progetto si aggiunge alla lunga lista!

P.S: come per "Nevermind" anche "Bleach" è un tributo ai Nirvana, band di cui mi sono scoperto grande fan. Sono entrambi nomi dei loro album (Bleach il primo, Nevermind il secondo). Vicino a "Nevermind" c'è ancora spazio di sicuro per una via, chissà se riuscirò a completare il trittico con "In Utero" (il terzo e ultimo album della band di Seattle).

giovedì 10 gennaio 2013

Happy new year!!!

Capisci che tuo cugino ti vuole bene quando ti manda a cambiare tubi pluviali quando la neve si scioglie dai tetti e ti accarezza delicatamente il viso sotto forma di acqua gelida....

2013.... cavolo è già arrivato l'anno nuovo. Il tempo vola, ed anche ad alte velocità. L'ultima volta che ho scritto sul blog stava appena finendo l'autunno, i buoni propositi per finire l'anno in bellezza erano tanti. Come al solito il ritornello nella mia mente era "scala-chioda-viaggia". Purtroppo per i soliti problemi di forza maggiore (leggi clima piovoso e lavoro) che riguardano il 90% della tribù verticale il sopracitato ritornello non poteva essere pienamente soddisfatto e quindi ronzava sempre più forte fino a diventare assordante. Per fortuna "no xe solo merda" e quindi qualche uscitina prima delle vacanze c'è scappata. Insomma qualche spit è stato piantato e qualche sberla alla roccia pure. Per fortuna ad un certo punto sono arrivate le vacanze natalizie, e con esse pure una bella tregua dal brutto tempo.
Prima dell'inizio dei banchetti mastodontici di Natale con il buon Ric Vella ci siamo sparati una due giorni in quel di Misja. Qui ho riprovato un mio vecchio pallino, "Karizma", una bella via (ma purtroppo aggiustata qua e là con lo scalpello e la sika) nel paretone di 35 metri che vale 8b+ (e non dei più facili). Purtroppo la resistenza dopo questi mesi di poca pratica outdoor è quella che è quindi non avevo molte velleità realizzative, ma in ogni caso sono riuscito a fare dei bei giri. Insomma un progetto che con un po' di continuità si potrebbe benissimo chiudere. Ric invece sfrutta bene il suo periodo di forma e alle svariate vie  di 7c-c+ chiuse in pochi giri aggiunge la difficile "Ugolina" 7b+, dimostrando inoltre con dei bei giri che anche l'8a di "Samsara" ha i giorni contati. 
Dopo questa due giorni è iniziata la maratona natalizia costituita da cenone, pranzone e una 3 giorni alle terme (dove si è sempre mangiato "poco"). Per fortuna questa dovuta pausa da tutto ciò che è attivo è durata poco. Infatti neanche il tempo di svuotare le valige "termali" che si torna già a scalare. Questa volta, vista l'ora ormai tarda, la meta è la mitica Napoleonica, dove la "clapa" triestina si raduna per un bel pomeriggio di sole, scalata e cazzeggio. I partecipanti in ordine sparso sono Luca, Sbisi, Sha, Giulia, Andrea Padoan e Borsetti, Alan, Marco e  Davide. I postumi natalizi sono evidenti in tutti. Visto il buon grip all'ombra (sul sole fa un caldo primaverile) decido di fare qualche giro sulla mitica "Pugacioff", 8b storico della Napo (e di Trieste) chiodato e liberato dal mio babbo ormai secoli fa. Anche questa via è una mia vecchia conoscenza, infatti è da anni che ci sono su i miei fissi, anche se in tutto avrò fatto forse 10 giri (causa tagliole al posto delle prese che spesso aprono le dita in anche un solo giro). Dopo una ricognizione mi sparo un ottimo giro con il calar delle tenebre, arrivando ad un soffio dalla fine della sezione dura (e per fortuna con le dita integre).
                  Il Buon Luca 14 Dreos anche da appeso fa bellissime foto, qui il sottoscritto su "Pugacioff"

Un'altra via che provandola magari con un minimo di continuità si potrebbe chiudere velocemente. Galvanizzato dalla combinazione sole-scalata-amici il giorno seguente si va a Kompanj, questa volta in compagnia di Alan, Paolin e Marco. Anche qui c'è una via che ho lasciato in sospeso. Si tratta di "Reinini", un 8b che è senza dubbio tra le vie più belle in zona. Anche su questa dopo un giro ricognitivo cado molto in alto. Qui il solito "potremmo tornare per riprovarla" diventa un "la prossima volta che scalo vengo qui che provo a stamparla!". E così due giorni dopo cambia gruppo ma non spot. Ah si cambia pure l'anno! Questa volta ci sono i Polo, il mitico Cama ed il Paso. Le cose sembrano andare bene quando già al primo giro cado ad un movimento dalla fine del duro. Si tratta di un difficile accoppio su una piccola e strana presa con i piedi spalmati su, come direbbe il buon Ciano, delle "scoreze de musato" (= microappoggi). Da questa in modo aleatorio si lancia in due tempi ad un buon buco.   Convinto nel secondo giro parto, domino bene la parte bassa della via, arrivo fresco all'accoppio e ..............................SPATTTTTTT mi scivola la mano sinistra. Questa volta lo spirito natalizio non riesce a frenare la sfilza di bestemmie che la mia bocca erutta. Calmati i nervi il Polo mi suggerisce di provare la sua metod. Mi dispiace sempre dar ragione ad un "furlan" ma questo è il caso. Anche se stanco e con le mani ormai alla frutta riesco finalmente a chiudere questa fantastica via, anche grazie all'incitazione del Paso che mi assicurava. 
Siamo così giunti purtroppo all'ultimo week-end di festa. Si decide con Sbisi ed il Polo di andare nel nostro secret spot istriano, dove il mitico Cedo ci aspetta di ritorno dalle vacanze in Dalmazia. Qui con Sbisi provo l'ennesimo conto in sospeso (da quando ho smesso di scalare nel 2010, quindi ormai quasi 3 anni). Si Tratta di una via chiodata da Cedo, che si chiama "Criogenetica".  Dopo uno strapiombo a canne che vale 7b/c parte una sezione fisica e poi tecnica che porta il grado a 8b (tranne per il Polo che sostiene sia 8a+, ma i suoi gradi alle volte sono un po' strani). Il clou della via è un passaggio dinamico molto aleatorio su piccole tacche e gocce.
Dal video qui sotto potete farvi un' idea di come sono andate le cose.

Come sempre il nostro secret spot regala poche gioie ma molto dolore alla pelle delle dita, così il giorno seguente scambiato il Polo con la mia ragazza Sha in veste di camerawoman il gruppo va a testare il nuovo settore invernale di Buzet. Si tratta di un anfiteatro alto 30 metri circondato da un infinità di muri e placche che in futuro faranno la gioia di molti no big. Qui ho chiodato una via lunga 25-30 metri che è il bersaglio di questa giornata. Qui sotto il video a riguardo.

Insomma dopo queste casalinghe ma belle vacanze si torna al lavoro con in testa tanti progetti che non vedo l'ora di poter riprovare e chissà magari finalmente chiudere!
Speriamo di scrivere a breve delle belle news!


P.S: Tanti auguri di buon inizio anno a tutti! Che el brazo sia con voi!

lunedì 19 novembre 2012

Il solito nerd...

So già a cosa avete pensato vedendo il blog che non veniva aggiornato: "eccolo si è già rotto i cocones e non ha più voglia di scrivere niente". No ragazzi, la voglia di scrivere c'è sempre, in questo caso latitavano però le cose da raccontare. Tra clima infame (che xe bel solo quando se lavora!), ginocchia e altri arti ko la mia vita verticale è stata ben poca cosa nell'ultimo mese e mezzo. Infatti le uniche prese che sono riuscito a tirare erano o colorate oppure di legno. I weekend invece li passavo lobotomizzato davanti alla tv (e neanche quella di casa mia, visto che non la possiedo, ma a casa di Sha) a giocare con l'Xbox. La cosa triste è che ai videogiochi (soprattutto se in internet contro altri giocatori) mi incazzo in maniera allucinante, bestemmio peggio di quando cado su un tiro e sono vicino a farlo. Insomma sono proprio un cogli##e. Per rendere bene l'idea ecco un video dal web sui generis.
                                               (guardate al minuto 2,55....)

Bene adesso più di qualcuno starà pensando "ma se non hai fatto niente che cacchio scrivi ste cazzate sui videogiochi?". In verità qualcosa si è fatto. Infatti questo weekend il tempo era buono (almeno sabato), e anche se avevo il ginocchio che rompeva fortemente le scatole ho deciso di muover comunque le chiappe. Devo dire che vedere questa foto di me al Mello di quest'anno (prima uscita dopo l'operazione) mi ha aiutato ad essere più motivato!

                                  foto by quel simpaticone di Alan Segulin che ci manca tanto!

La destinazione è Kompanj, dove abbiamo appuntamento (sono ovviamente con Sha) con il Paso, Fede e Sango. Consiglio vivamente a chi non ci fosse mai stato di rimediare al più presto. Falesia bellissima per tutti in un contesto favoloso. Unico neo il sovra-affollamento degno di Ospo o Mano di Fatima. Visto che nelle ultime due settimane ho scalato fuori una volta e forse due in palestra le mie aspettative realizzative sono pressoché nulle. Ciononostante decido di fare un giro su "Rocket Max", uno degli 8b del settore principale. Grazie a Uros, anche lui impegnato a provarla, trovo subito le giuste metod. Felice di non essere proprio inchiodato decido di fare un second go per vedere meglio la via. Come per magia uno dopo l'altro mi entrano tutti i movimenti e anche se per un pelo arrivo alla ronchia a metà via. Da qui andare in catena sarà 6c. Anche se un po' rigido per la paura di fare qualche cazzata (si scala comunque su una roccia piena di appiglietti e non ricordandomi bene dove andare avevo paura di incartarmi o che mi si spaccasse qualche piedino dato che la via è abbastanza nuova) arrivo in catena incredulo. Ok la via non l'ho fatta proprio al secondo giro perché tre anni fa l'avevo già provata una volta, però alla fine dei conti il succo è quello e sono molto contento comunque (e che cacchio ci mancherebbe!).
                                                          foto by Luca 14 Dreos

Da sottolineare che pure il Paso (per chi non lo sapesse al secolo Alberto Pasini, presto di ritorno a Trieste in via definitiva) si guadagna meritatamente la birra del Viki burger salendo il suo primo 6c a vista. Well done!
Per la cronaca bisogna menzionare anche il mitico Sango (Matteo Sangalli) che fa una super prestazione, senza dubbio la migliore della giornata, riuscendo a cadere con il terzo rinvio IN MANO di un 7a. Quando c'è la classe........ (e ancora mi ascolta quando gli dico di provare un tiro al suo limite bagnatuccio a fine giornata...).
Il giorno seguente motivato dalla bella giornata trascorsa sabato (anche al di là della realizzazione) il buon proposito è di fare qualcosa. Il tempo però è muffo così con Sharon decidiamo di stare in zona ed andare alle Vergini in Valle (Rosandra), dove ho in sospeso una cosuccia....
Arriviamo e ad aspettarci c'è buona parte del Gheyteam (vi consiglio di visitare il loro fighissimo blog), reduce dalla loro classica cena annuale a base soprattutto di bevande (ovviamente analcoliche!). Purtroppo anche sta volta la via che vorrei scalare è in parte bagnata. Si chiama "Anek", vale 8b ed è stata liberata da Ciano. Senza dubbio la via più dura (e forse anche bella) all'interno della Valle. L'avevo già provata un paio di volte sempre in condizioni non ottimali (o era bagnata oppure era luglio). Il problema più che per le mani sono i piedi, in quanto un buon appoggione dove si mettono entrambi  è bagnato e fangosetto. Inoltre complica ancora di più le cose il fatto che sta proprio nella parte chiave della via, ovvero lo strapiombo iniziale. Su questa linea ero caduto già 2 volte sull'ultimo passaggio impegnativo, e la cosa mi dava parecchio fastidio. Ma per fortuna sta volta c'è il buon Leo, che prova l'8a di "Adelante" con la quale l'8b ha in comune l'uscita. Leo mi consiglia di tenere una presa bruttina che io usavo solo come intermedio. Cacchio mi sembrava impossibile ma così la sequenza è decisamente più easy! Dopo aver messo i rinvii e rivisto i movimenti parto deciso per il giro buono. Passo la parte dura molto bene, con ancora sufficiente autonomia nelle braccia per arrivare in catena, ma un eccesso di sicurezza sulla parte centrale facile mi fa cadere per un piede che scivola.... Valanga di bestemmie..... Ormai è quasi buio e non posso riposarmi come si deve. Dopo 5-10 minuti riparto purtroppo ancora stanco dal giro precedente, ma stavolta non faccio cazzate e finalmente chiudo la via. Devo dire che le mie dimensioni mi hanno permesso di usare un metodo sulla parte bassa che non so se tutti possono copiare. Ciononostante credo che la via sia troppo facile per valere 8b (l'ho sentita decisamente al di sotto di tutti gli 8b saliti quest'anno, incluso "Lap Dance" che è al limite inferiore del grado, molto vicino all'8a+). Credo che sia un 8a+ giusto, ne duro ne difficile. Ho pensato molto su quale sia la valutazione più corretta (secondo me) anche perché ho impiegato parecchi giri per salirla, ma il motivo (oltre alla mia scarsezza) è da ricondurre alle pessime condizioni con cui la provavo (o caldissimo o bagnato) e ad un metodo sbagliato in uscita. Personalmente trovo da cazzoni sgradare per sgradare (e leggere su 8a.nu che uno è "brave and humble", ovvero coraggioso e umile, solo perchè sgrada una via mi sembra una cagata colossale....), ma credo non sia etico verso se stessi darsi buona una via con un grado solo perché così è scritto sulla guida. Lo trovo ingiusto verso se stessi, solo per gratificare il nostro ego dobbiamo mentire prima di tutto a noi (e anche agli altri)? Personalmente credo che il grado universalmente giusto non esista. Tralasciamo le differenze fisiche e di abilità (mi scalo meio in placca, ti in strapiombo,ecc.) tra climber e climber, parlo delle gradazioni tra falesia e falesia o tra stato e stato. Chiunque viaggia sa che a Kalymnos (per non dire Spagna o centro-sud Italia) i gradi sono facilotti mentre in Zillertal (o più in generale i paesi nordici) tirati. Questo ormai è un dato di fatto quasi alla pari della scala dei gradi. Secondo me i gradi devono essere paragonabili fra di loro all'interno della falesia o gruppo di falesie limitrofe. Insomma se a Rodellar "Argo" è 8a "Nanuk" che è 7c dev'essere un grado più facile, mentre la differenza può essere meno marcata tra vie situate a centinaia di chilometri di distanza. Ecco anche per  questa filosofia ho deciso di  valutare 8a+ "Anek", perché trovo la gradazione delle altre vie che ho salito in Vergini decisamente più "stretta" rispetto al grado che alla via in questione viene assegnato sulla guida.
Chiudo questo post con una nota dolente. Ad Ospo la situazione dei parcheggi sta peggiorando sempre di più. Al campeggio si paga tre euro per parcheggiare l'auto in un prato (poi mi dicono che al ritorno ti danno pure una birra, sarà ma pagare per arrampicare in falesia non mi è mai andato giù) mentre la situazione nei parcheggi rimasti "liberi" è talmente incasinata che alle volte senza l'ombra di un cartello di divieto viene  rimossa forzatamente l'auto. Sono ben conscio dei fatti che hanno portato la gente del posto ad agire così (colpa dei soliti coglionazzi che non sanno fare campeggio libero come si deve e di nascosto), ma agire così da bifolchi (passatemi il termine ma mi sembra quello più adatto) anche verso di chi il posto lo ha sempre rispettato e ha contribuito anche se di poco alla sua economia (personalmente al ristorante del campeggio ho festeggiato la mia laurea, il compleanno di mio padre, la cena della ditta oltre a svariate cene e alla classica birretta post scalata). Il problema dei soliti idioti che poi grava sulle spalle di tutti è universale, personalmente l'ho vissuto sia arrampicando che andando in bici. Viaggiando ho visto anche come questo viene risolto. Posso portare l'esempio di Magic Wood (CH) e St. Leger (FRA). In entrambi i posti esistevano gli stessi problemi di Ospo e Misja (e a St. Leger fino a qualche anno fa non c'era nemmeno una guida cartacea, ma di gente se ne vedeva molta comunque), ovvero sovraffollamento e persone che dorme sparsa a caso. Bene in entrambi i casi la comunità locale ha risolto questo problema in modo molto semplice, ovvero creando uno spazio dove campeggiare liberamente (o con meno di 5 euro), fornito delle cose essenziali che un arrampicatore vagabondo e poco educato ha bisogno per non dar fastidio alla popolazione del posto: una fontana, un bagno chimico e i cassonetti dell'immondizia. Fatto questo il problema è risolto.
                                    Foto presa dal web del campeggio a Magic Wood.
             
Viceversa come la questione è gestita ora ad Ospo è deleteria per entrambe le parti. Per i climbers che non sanno dove dormire (c'è solo un campeggio, che tra le altre cose chi c'è stato dice che è caro per quello che offre, e forse due stanze in affitto) e parcheggiare, per le persone del luogo che si ritrovano adesso con auto parcheggiate ovunque. Per come la vedo o le falesie vengono dichiarate chiuse ufficialmente (magari in maniera più civile rispetto a Podpec, dove quei simpatici contadini tiravano in testa alla gente pietre, e se eri italiano o sembravi tale ti urlavano dietro pure "Fascisti andate a casa vostra"..... insomma pura classe) e schiodate, cosa poco probabile visto che Osp in Slovenia è il luogo storico e di riferimento per l'arrampicata, oppure si fanno le cose per bene e in modo civile (oltre che intelligente), seguendo magari le orme di quanto fatto in giro per il mondo (e magari aprendo gli occhi davanti a potenziali forme di guadagno decisamente più redditizie del magnifico e ancestrale lavoro con la terra, con le quali possono benissimo convivere senza problemi). Speriamo che la ragione prevalga.

venerdì 5 ottobre 2012

End season at Dark Point....

                                 La connesione di 7c che è diventata il mio riscaldo preferito

Alle volte i sogni non diventano realtà. Anzi togliete pur via "alle volte" e metteteci un "molto spesso". Qualunque livello verticale voi abbiate, se per voi l'arrampicata non è solamente uno svago come fare una passeggiata nel bosco, sapete bene che si torna più volte a casa con le mani vuote che con la "patacca". Così è finita pure la mia, seppur breve, avventura sulla via simbolo dell'alta difficoltà a Sezana. Sto parlando del "Trabajo del borracho extension", per ora la via più dura liberata nella caverna (grado 8c). Per chi non la conoscesse la linea parte circa 5 metri a destra di "Onda Anomala". La prima parte, gradata 8b+, l'avevo liberata nel 2010 e si fermava a circa metà parete. Dopo un primo tratto che varrà 7b/c si giunge ad un buon riposo, da dove le cose si fanno serie.

Qui il forte strapiombo si trasforma in un tetto, lungo circa 5 metri, che sembra tirato con il righello. Con 4 movimenti dinamici e molto atletici si supera la sezione chiave, poi bisogna restare lucidi per trascinarsi ad un onesto riposo.

Ancora un paio di moves non particolarmente ostici e con un lancione si giunge alla megaronchia da cui si moschetta la prima catena. Qui la parete strapiomba di meno, ma chiamarla placca sarebbe un insulto ai muri della Napo(leonica). Su questo riposo bisogna tornare nuovi, perchè subito le cose si fanno serie ed impegnative. Il muro torna a strapiombare parecchio (se non è un tetto ci manca poco) e la difficoltà va in crescendo fino a metà di questo allungamento. Andando per ordine si parte a bomba con una strana uscita da un piccolo tettino, facendo un dinamico da una tacca molto piccola (metà falange) ad una presona. Dopo qualche movimento su prese buone ma lontane si arriva ad una tacca sempre piccolina che bisogna strizzare per bene in modo da raggiungere una piccola ma più onesta spalla dalla quale si giunge ad una ronchia dove si può finalmente tirare il fiato. Questi ultimi tre movimenti sono il crux dell'allungamento. Da qui la via molla e sarà un 7b (da non sottovalutare) arrivare in catena.
Dal primo giro nel quale Sbisi mi aveva teleguidato ho avuto buonissime sensazioni. Infatti pochi giri più tardi cadevo già sul crux della parte alta.
Così, consultato il meteo che profetizzava l'arrivo dell'attuale tempo stramuffo, decisi che il penultimo week-end di settembre l'avrei speso tutto nella grotta nel tentativo di "encadenar" la mia king line per quest'estate. Così il venerdì (che per culo non lavoravo tutto il giorno) mi fiondo nella dolina con Ric. Il clima è già abbastanza muffo, ma niente di tragico. Dopo un primo giro a vuoto, dove scopro che una presina è bagnaticcia, il secondo va molto bene. Passo l'uscita dalla prima catena anche con la presa bagnata, arrivo al riposino prima del boulder e mi sento bello carico. Parto deciso, sento bene la prima tacchetta ma per un niente non blocco la spalla. La stanchezza si fa sentire e decido di salvare le forze per il giorno seguente. Sabato mi sveglio molto acciaccato. Della serie mi fa male tutto. Questa volta la falesia è piena di gente. Ai soliti locals Ciano, Talpa e Cab si aggiungono Alan e Davide più qualche ragazzo sloveno. Giungo in falesia per l'una con due amici di Padova che vogliono passare una due giorni nei nostri baratri. Essendo stanco decido di fare un'unica via di riscaldo, lasciando alla prima sezione del "Trabajo" il compito di finire il lavoro. Ad assicurarmi su quello che prevedo sarà il mio unico try sulla via è il Cab, che ultimamente mi ha portato molta fortuna (quando mi tiene lui chiudo sempre i tiri). Parto poco convinto viste le braccia distrutte. Come per magia passo bene la prima parte della via, e in buono stato arrivo al riposo della prima catena. Qui inizio a crederci, anche se noto che la tacchetta bastarda è ancora più bagnata. Ma sono qui, dopo un bel 8b+ e voglio giocarmela. Passo il primo filtro, decontraggo un attimo e poi parto in direzione del boulder. Dentro di me so che questa è l'ultima occasione di quest'anno per chiuderla (poi l'umido inzupperà tutta la grotta). Prendo una buona presa a forma di punta e con una bella chiusa mi accingo a raggiungere il riposino prima del blocco.
                                                          STOC!
Come un proiettile la presa che era nella mia mano sinistra si disintegra al suolo. Niente gloria per quest'anno.... Senza questa presa la via è inoltre diventata più dura, probabilmente anche 8c+. Non resta che levare i rinvii fissi. Avendo un termine temporale per chiudere questa via in pochi giri avevo dato il massimo e forse anche qualcosa di più. La delusione quindi è enorme, ma anche questo fa parte del gioco ed aiuta a migliorarsi.
Nel mentre Cianetto invece, dopo aver sistemato un due prese poco stabili e qualche spit che si girava, fa sua la seconda salita di "Vision Remain", via che conferma essere un 8a+ al limite con l'8b.
Il clima come previsto è peggiorato, quindi dopo una settimana di stop per recuperare le forze iniziano gli allenamenti! Dopo tanto tempo mi sono programmato un paio di mesi di lavoro belli intensi. Già ora dopo la prima settimana sono ko....speriamo di reggere(anche perché odio sempre di più la plastica!)!


P.S: tutte le foto sono state scattate dal mitico Riccardino Vella!